Un incredibile viaggio in Italia. Magico, avventuroso, unico.

La storia del Grand Tour


Il termine “Grand Tour” compare per la prima volta nel 1670, all’interno della guida Voyage or a Complete Journey through Italy dello scrittore Richard Lassels. La sua origine, tuttavia, risale perlomeno a un centinaio di anni prima. Si trattava di un lungo viaggio per il continente ritenuto fondamentale per la formazione finale di un aristocratico. Moltissimi furono i nobili europei (soprattutto francesi e inglesi) che lasciarono il proprio paese armati di coraggio, curiosità e spirito d’avventura per intraprendere il grande viaggio che avrebbe per loro segnato il passaggio all'età adulta, esplorando territori come Olanda, Francia, Germania, Svizzera e, infine, l’Italia.

C’erano almeno cinque buone ragioni per visitare l’Italia, scrisse Sir Thomas Palmer nel saggio che sarebbe diventato il vademecum di quei viaggiatori: il clima, le antichità, le corti, le diverse forme di governo e le università. Nel secolo d’oro del Grand Tour, il Settecento, migliaia furono i giovani aristocratici, di età compresa fra i sedici e i ventidue anni, che partirono alla volta del continente per raggiungere l’Italia. Tra questi potevano contarsi poeti e filosofi, pittori e artisti, uomini di Chiesa, letterati e musicisti. Ma anche scienziati naturali e semplici curiosi. Per l’appunto: fu proprio la curiosità a portarli lontano da casa. Una curiosità onnivora, una smania di scoprire città e bellezze naturali, di conoscere usi e costumi diversi dai propri, di ammirare e collezionare antichità e opere d’arte. Non stupisce che da allora tutti cominciarono ad amare l'Italia


Il nostro Grand Tour



A qualche secolo di distanza dal Grand Tour originale, un variegato gruppo di viaggiatori immaginari, composto da scrittori, editori, illustratori, redattori, librai indipendenti e inventori di codici informatici, ha voluto riproporre il fascino di questo viaggio di formazione, mettendosi al servizio della bizzarra impresa iniziata, molto tempo fa, dal Conte Ettore Gazza di Mezzanotte.

Dal desiderio di intraprendere un viaggio nel nostro paese per rispolverarne la magia, con il semplice soffio di un’avventura, nasce il progetto del Grand Tour di cui La Locanda Fantasma costituisce la prima tappa. Le successive – se le strade, gli accidenti del viaggio e i briganti ce lo permetteranno – seguiranno in parte quelle previste dal Tour originale e in parte devieranno, portando i viaggiatori verso mete meno note e frequentate, ma non per questo scevre di meraviglie.

Nella speranza, quindi, che decidiate di intraprendere insieme a noi questo viaggio, lungo e appassionante, vi salutiamo con le parole del poeta Samuel Johnson: “Colui che non avrà viaggiato l’Italia soffrirà sempre di un senso di inferiorità, perché non avrà visto ciò che ogni uomo dovrebbe vedere”.

Buon Grand Tour a tutti voi!